Opinioni – Moderatamente https://moderatamente.net _ Thu, 20 Dec 2018 15:09:18 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 Tutto è Dicotomia https://moderatamente.net/tutto-e-dicotomia/ https://moderatamente.net/tutto-e-dicotomia/#respond Thu, 20 Dec 2018 15:09:08 +0000 http://www.moderatamente.net/?p=1225 In un paese dove tutto è dicotomia: la politica, i compiti a casa, le vaccinazioni, la sicurezza, le pensioni, il bisogno, le vacanze, gli sbarchi, il cibo, il calcio, gli sbarchi, la Fornero, ed altre mille cose che si prestano ad una doppia lettura; in un paese dove appena si appalesa un tema, nasce subito... Continua a leggere »

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In un paese dove tutto è dicotomia: la politica, i compiti a casa, le vaccinazioni, la sicurezza, le pensioni, il bisogno, le vacanze, gli sbarchi, il cibo, il calcio, gli sbarchi, la Fornero, ed altre mille cose che si prestano ad una doppia lettura; in un paese dove appena si appalesa un tema, nasce subito il suo contrapposto, chi desidera unicamente lavorare, crescere, sviluppare per se e per altri un mondo migliore, non ne può più di questa miscela tracimante di diatribe infeconde quanto inutili.

Ogni ché visto da un lato ha una valenza che svanisce e varia se visto dal lato opposto. Se è pur giusto l’aforisma di Ennio Flaiano per cui il contrario della verità non è l’errore ma un’altra verità, è anche vero che non possiamo disperdere il tempo migliore del nostro intelletto in vane pratiche speculative.
Ieri impastando mani e matita in alcuni numeri fattoriali per un calcolo combinatorio son finito, chissà perché, in mezzo a coefficienti binomiali e di qui son scivolato sul triangolo di Tartaglia, rimanendo – attonito – affascinato dalla pulizia icastica ed ordinata di quei numeri ad albero.

Già, proprio un bell’albero di numeri, col pregio che ogni riga è palindroma, cioè se letta da un lato o dall’altro restituisce lo stesso significato.
Non sembra vero di non subire ritorte contrapposizioni dense e perenni, quanto inutili: è un gran sollievo.
Poco importa a che serva, qui, il triangolo: è utile l’albero in quanto evocativo del valore universale della vita.
Guarda i rami dell’albero e rilassati perché non ci sarà alcuno che li contrasterà.

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PROTESTARE CONTRO TRUMP, E POI ? SI FERMA IL DISAGIO ? https://moderatamente.net/protestare-trump-si-ferma-disagio/ https://moderatamente.net/protestare-trump-si-ferma-disagio/#respond Sun, 26 Feb 2017 08:32:32 +0000 http://www.moderatamente.net/?p=1177 L’elezione di Trump, la Brexit, l’idea di una possibile Frexit e quel disagio che porta ad altri fermenti di analogo isolazionismo e populismo, mi hanno portato ad una riflessione. Se la Presidenza Trump è figlia della protesta, se la protesta è figlia del disagio che ha annientato la classe media, se il disagio è figlio... Continua a leggere »

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L’elezione di Trump, la Brexit, l’idea di una possibile Frexit e quel disagio che porta ad altri fermenti di analogo isolazionismo e populismo, mi hanno portato ad una riflessione.
Se la Presidenza Trump è figlia della protesta, se la protesta è figlia del disagio che ha annientato la classe media, se il disagio è figlio della povertà e questa è figlia della globalizzazione e dell’immigrazione, allora dobbiamo osservare:

  • La globalizzazione poggia la sua esistenza sui differenziali dei sistemi paese (che vuol dire differenziali di welfare, di protezioni sindacali, di compliance legislativo in genere, di struttura economico finanziaria, di deficit di libertà, di regimi di polizia etc … tutti raffronti che si sintetizzano in un unicum che è il differenziale di democrazia), ma soprattutto poggia la sua capacità espansiva sull’innovazione tecnologica che ha permesso di annullare tempo e spazio;
  • L’immigrazione è la fuga da guerre e povertà, alla ricerca di una speranza di vita migliore.

In entrambi i casi la responsabilità degli scenari è fortemente riconducibile ad un deficit di governance, democrazia e rispetto dei diritti dell’uomo.
Come si combattono questi due fenomeni ?

  • La globalizzazione, posto che indietro non si torna, smetterà di mietere vittime allorché saranno annullate le differenze paese: ma è un problema endogeno governabile solo dall’interno del paese (stato) che deve o vuole evoluire;
  • L’immigrazione cessa quando vengono meno le cause che spingono brandelli di umanità a fuggire: ancora un problema endogeno al paese (stato) da quale si scappa.

Combattere la “malattia” nel proprio paese con dazi, muri e provvidenze interne è dispendioso, inefficace e contro la storia: bisogna intervenite in quei paesi che ne sono la causa; ma non si può.
Non si può perché facciamo uso di un diritto internazionale pubblico difettoso, inadeguato e frutto di mere consuetudini.
Non si può perché ci fermiamo di fronte a quel principio di autodeterminazione di un popolo totem di una falsa democrazia ed icona della nostra incapacità.
Non si può perché abbiamo un organismo internazionale (l’ONU) simbolico a d’immagine ma inefficace ed inefficiente.
I protettorati hanno fallito, l’imposizione dall’alto della democrazia ha fallito: non ci resta che mettere mano ad un diritto sovrannazionale efficace ed applicabile.
Percorrere la strada di dazi e muri ci riporta indietro a quando il diritto internazionale era scritto dopo il rombo dei cannoni.
Molta, troppa strada abbiamo da fare sul tema.
Ma l’Uomo è grande, se e quando è grande il suo circolo dell’orizzonte.
marco savio

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Imparare dalle Urne https://moderatamente.net/imparare-dalle-urne-4/ https://moderatamente.net/imparare-dalle-urne-4/#respond Mon, 26 May 2014 17:17:51 +0000 http://www.moderatamente.net/?p=1083 Ciò che si è imparato da questo turno europeo di votazioni è una lezione democratica, perché l’Europa non si costruisce con la burocrazia delle Direttive ma con la Democrazia. I partiti che dovrebbero essere uno strumento di mediazione politica tra popolo e istituzioni hanno dimenticano la cultura democratica perché impegnati, come organismi di apparato, in... Continua a leggere »

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Ciò che si è imparato da questo turno europeo di votazioni è una lezione democratica, perché l’Europa non si costruisce con la burocrazia delle Direttive ma con la Democrazia.
I partiti che dovrebbero essere uno strumento di mediazione politica tra popolo e istituzioni hanno dimenticano la cultura democratica perché impegnati, come organismi di apparato, in attività autoreferenziali per cui puntualmente il popolo li punisce.
Allora o i partiti non sanno più percepire i sentimenti del popolo o sono strumenti obsoleti da abbandonare.
Ma i tempi non sono ancora maturi per una Democrazia in linea” e protestare non basta, perché occorre governare e cioè costruire, modificare, migliorare: che fare allora ?

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Assenteista al voto ? No, grazie ! https://moderatamente.net/assenteista-al-voto-grazie-2/ https://moderatamente.net/assenteista-al-voto-grazie-2/#respond Mon, 26 May 2014 17:09:48 +0000 http://www.moderatamente.net/?p=1081 Ieri ho votato, come sempre, subito e come prima attività della giornata. Ho votato perché il diritto lo voglio esercitare presto ed il dovere lo voglio assolvere con solerzia. Ho votato perché il rapporto con la democrazia è come l’amore: se non lo coltivi svanisce, degenera, s’infrange. Ho votato perché dei padri un giorno hanno... Continua a leggere »

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Ieri ho votato, come sempre, subito e come prima attività della giornata.
Ho votato perché il diritto lo voglio esercitare presto ed il dovere lo voglio assolvere con solerzia.
Ho votato perché il rapporto con la democrazia è come l’amore: se non lo coltivi svanisce, degenera, s’infrange.
Ho votato perché dei padri un giorno hanno creduto, a costo del sangue se non della vita, che fosse giusto che figli e nipoti potessero votare, avessero libertà di giudizio e di scelta.
Ho votato per il rispetto che devo e voglio avere per questi padri, per non infrangere il loro ideale.
Anche per questo sono andato, come sempre, in giacca e cravatta, perché nei momenti importanti ci si veste bene e quello del voto è un momento solenne di Democrazia.

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M5S https://moderatamente.net/m5s/ https://moderatamente.net/m5s/#respond Thu, 13 Feb 2014 07:47:36 +0000 http://www.moderatamente.net/?p=1053 La XII norma transitoria della nostra Costituzione recita: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. L’articolo uno della Legge 645 del 1952 si occupa di approfondire l’argomento e determina che si ha tale situazione “quando una associazione o un movimento persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando... Continua a leggere »

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La XII norma transitoria della nostra Costituzione recita: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.
L’articolo uno della Legge 645 del 1952 si occupa di approfondire l’argomento e determina che si ha tale situazione “quando una associazione o un movimento persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politico o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni … “.
Ora mi pare che i recenti fatti occorsi in parlamento, provocati dal Movimento Cinque Stelle, collimino con il dettato della citata norma.
Perché nessuno è intervenuto ? Qualcuno ha fatto un esposto alla Magistratura ? Qualche Procuratore si è preso la briga di osservare il problema da questa angolazione ?
Forse siamo assuefatti al disordine (rectius “casino”) e lasciamo sempre correre ! O più semplicemente non abbiamo tutto questo desiderio di approfondire, di “scavare” perché magari potremmo imbatterci nei Servizi che sponsorizzano o in strane contiguità coi Forconi, coi NO-TAV.
La Democrazia si difende non solo “volando alto”, con le celebrazioni di ricorrenza ma anche con modesti piccoli gesti di senso civico.
Occorre insorgere e far argine a queste più che intemperanze del M5S, prima di dovercene pentire.

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Lavoro e Democrazia https://moderatamente.net/lavoro-e-democrazia/ https://moderatamente.net/lavoro-e-democrazia/#respond Wed, 22 Jan 2014 16:50:13 +0000 http://www.moderatamente.net/?p=997 Non c’è Democrazia se non c’è Libertà. Vero ! Ma non basta avere Libertà. Perché se un uomo non ha la sua Dignità, non è un Uomo Libero. Per avere Dignità deve godere di indipendenza economica e cioè poter aspirare a quella “retribuzione proporzionata” che assicuri “una esistenza libera e dignitosa” (articolo 36 della Costituzione).... Continua a leggere »

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Non c’è Democrazia se non c’è Libertà. Vero !
Ma non basta avere Libertà. Perché se un uomo non ha la sua Dignità, non è un Uomo Libero.
Per avere Dignità deve godere di indipendenza economica e cioè poter aspirare a quella “retribuzione proporzionata” che assicuri “una esistenza libera e dignitosa” (articolo 36 della Costituzione).
Per avere quella retribuzione, occorre però un Lavoro, non un sussidio né un posto di lavoro: il primo è dignitoso, il secondo ed il terzo lo sono molto meno.
Quindi se non c’è Lavoro, non c’è Dignità, se non c’è Dignità non c’è Libertà, se non c’è Libertà non c’è Democrazia.
Per la proprietà transitiva: se non c’è Lavoro non c’è Democrazia.
Siamo così tornati all’articolo 1 della Carta, che recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.
Bene, cosa fanno gli Organi Istituzionali per il Lavoro ?

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Cambio di Passo https://moderatamente.net/cambio-di-passo/ https://moderatamente.net/cambio-di-passo/#respond Wed, 22 Jan 2014 16:16:32 +0000 http://www.moderatamente.net/?p=993 Finalmente qualcuno che dice “occorre cambiare passo”: non mi interessa da dove viene, basta che lo faccia ! La casa brucia, la riserva d’acqua è a duecento metri, fanno una catena umana; nella fila hanno pochi secchi e si mettono a discutere chi è meglio che vada a prenderli, poi dissertano su come vanno passati... Continua a leggere »

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Finalmente qualcuno che dice “occorre cambiare passo”: non mi interessa da dove viene, basta che lo faccia !
La casa brucia, la riserva d’acqua è a duecento metri, fanno una catena umana; nella fila hanno pochi secchi e si mettono a discutere chi è meglio che vada a prenderli, poi dissertano su come vanno passati di persona in persona e cioè con la man destra o la sinistra od a fasi alterne: e la casa continua a bruciare.
Poi colui che intima a cambiare di passo ed ecco i soloni che si interrogano cosa volesse dire: forse vuol fare cadere chi governa ? o vuole un rimpasto ?
Ma chi vuol che si cambi di passo, non vuol solo dire che si deve correre perché la casa brucia ?
Ma è possibile che vi siano sì tanti inetti ? è forse ora di fare una nuova marcia dei 40.000, ma questa volta con quei quattro milioni o più che sono stufi di aspettare e vogliono far pesare la loro insoddisfazione ma con senno, serietà, senza violenze, litigi, insulti; con la consapevolezza di chi sa essere la maggioranza silenziosa del paese, di chi sa che gli inetti ed i facinorosi devono mettersi da parte.
Si, occorre proprio cambiare passo e non solo con le gambe ma anche mentalmente !

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Protesta ? ma ne siamo sicuri ? https://moderatamente.net/986/ https://moderatamente.net/986/#respond Tue, 10 Dec 2013 18:29:43 +0000 http://www.moderatamente.net/?p=986 Chissà se la questura fa una ricognizione negli alberghi per vedere se l’improvviso over-booking di talune strutture (di lunedì e martedì) è originata proprio da turisti ? Magari potrebbero accorgersi che qualche ospite è anche partecipante di cortei. Ma come, se sono (per loro ammissione) disoccupati e studenti (due categorie notoriamente con difficoltà economiche), come... Continua a leggere »

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Chissà se la questura fa una ricognizione negli alberghi per vedere se l’improvviso over-booking di talune strutture (di lunedì e martedì) è originata proprio da turisti ? Magari potrebbero accorgersi che qualche ospite è anche partecipante di cortei. Ma come, se sono (per loro ammissione) disoccupati e studenti (due categorie notoriamente con difficoltà economiche), come pagano l’albergo ? Allora qualche sospettuccio sull’impeto istintivo e democratico ti assale, vieppiù se odi forti assonanze con le invettive di un movimento politico.
Bene, allora dico: signor Letta e signor Renzi, oltre a proclamare che lavorerete bene insieme, non perdete tempo fatelo subito, date prova immediata ! Quando imparavo a navigare a vela, il mio Comandante, una volta, mi disse (mentre ero alla barra) “poggia” ed io “lo sto facendo”; egli rispose (peraltro in modo più colorito) “non mi interessa cosa stai facendo, voglio vedere la barca poggiare” !
Ebbene, signor Letta e signor Renzi, non mi interessa come lavorerete, voglio (credo tutti vogliano) vedere il risultato del lavoro, voglio (vogliamo) vedere il paese muoversi, voglio (vogliamo) che chi si danna, da mane a sera, a correr dietro al lavoro che c’è lo possa fare senza intralci, senza ostacoli di facinorosi travestiti da pseudo scioperanti.
Mettete in conto che la maggioranza silenziosa è oramai border-line e potrebbe dar vita ad una nuova marcia dei quarantamila: ma questa volta saranno, saremo molti, ma molti di più.

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Il senso delle cose https://moderatamente.net/il-senso-delle-cose/ https://moderatamente.net/il-senso-delle-cose/#respond Tue, 10 Dec 2013 15:56:40 +0000 http://www.moderatamente.net/?p=982 A Torino sono sbarcati gli incivili. Una città che nel 2006 ha visto accorrere gente di tutte le razze, con passioni diverse, persone che pur nell’antagonismo hanno mostrato accoglienza e fratellanza tanto da creare un’atmosfera magica. Oggi, nel 2013, percorrere la città fa un effetto diverso. Alcuni viali, altre strade, sono insolitamente sornioni; “Come la... Continua a leggere »

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A Torino sono sbarcati gli incivili.
Una città che nel 2006 ha visto accorrere gente di tutte le razze, con passioni diverse, persone che pur nell’antagonismo hanno mostrato accoglienza e fratellanza tanto da creare un’atmosfera magica.
Oggi, nel 2013, percorrere la città fa un effetto diverso.
Alcuni viali, altre strade, sono insolitamente sornioni; “Come la domenica mattina”, dice qualcuno.
Una domenica non di dicembre, evidentemente.
Direi inquietante, si percepisce un tagliente senso di tensione, quasi la quiete prima della tempesta. Qualcosa sta per succedere..
E quel qualcosa sta già succedendo, dietro l’angolo. Punti strategici presi di mira per LO SCIOPERO
Non fraintendiamo, scioperare è un diritto, ed è un mezzo per fare sentire la propria voce. Una protesta per far smuovere le cose che non vanno, o vanno sempre peggio creando situazioni insostenibili.
Ma vorrei operare una distinzione tra sciopero e barbarie.
Uno degli uomini più conosciuti nella storia che ha protestato e scioperato per i diritti degli esseri umani è Gandhi*. E come lui tante altre formichine, di cui la massa non viene a conoscenza: ogni giorno ognuno mette del suo per lottare contro ingiustizie, migliorare condizioni proprie e dei popoli.
Dal lato opposto abbiamo individui che si spostano per il mondo e si mescolano ai veri scioperanti solo per proprio gusto personale di arrecar danno. Il maggiore possibile.
Perché altre ragioni non ne vedo.
Forse sono io, ma proprio non capisco. Non capisco il senso di spaccare macchine, vetrine, qualunque cosa passi a tiro, ferire persone.
Non capisco a cosa serva, illuminatemi!
Perché quello che vedo è che quelle macchine, quelle vetrine appartengono a gente che lavora,che suda e patisce come tutti. Che si dibatte e barcamena in questo meccanismo chiamato società odierna, per trovare il proprio posto nel mondo, per farsi una vita, per mantenere una famiglia. E spesso ha abbandonato i suoi sogni più grandi per farlo.
Sono le persone per cui si cerca di far valere diritti, gli stessi per cui si protesta. E allora perché infligger più danno ancora? Se togli il poco, cosa resta?
Danneggiare i beni privati, e quelli comuni , e con comuni intendo beni di cui tutti hanno beneficio, è come darsi la zappa sui piedi. E la città io la considero un bene comune, perché è il luogo, il contesto in cui viviamo, a volte per scelta a volte perché la vita ci ha portato lì. Non so a voi, ma a me piace poter vivere quotidianamente in un posto che sia accogliente, che mi faccia sentire bene,che mi possa regalare un sorriso e dare l’energia per inseguire i miei sogni e la forza per sopportare anche le magagne.
Qual è dunque il senso di abbruttire ciò che ci circonda e serve alle vite di tutti? Senza parlare di violenza puramente gratuita, fatta di aggressioni ed estorsioni a chi soltanto passava.
Così domando a chi si sente un genio, un supereroe, a danneggiare ‘in nome della protesta’ (a questo punto la mente si perde negli echi di crociate, guerre di religione ecc in cui il mantra ‘in nome della causa’ era solo una scusa di razzia e predominio) domando, dicevo, perché ‘per protesta’ non vai a fracassare la tua di macchina, il tuo negozio, le tue proprietà.. perché forse acquisterebbe più senso.
Quest’anno è stato teatro di focolai, repressioni, insurrezioni in varie parti del globo. E’ bene che anche la nostra bistrattata Italia si alzi a reagire. Ma c’è modo e modo. Che si studi assieme una strategia, che si coinvolgano le persone a collaborare, a pensare a un obiettivo comune verso cui marciare!
Ma qualsiasi siano le proposte, che non comprendano il nuocere.
Oggi mi sono sentita limitata, nel senso che hanno posto dei limiti a ciò che avrei dovuto e voluto fare, qualità del tempo buttata, impegni che si assommeranno ad altri causando disguidi e varie. Così non solo per me. Ma il vero limite che ho sentito, la fitta che mi ha più fatto paura non è il fatto che una zona piuttosto che un’altra fosse bloccata, ma le reazioni di odio e delle persone, avvisaglie e vocii di cosa stava succedendo ‘giù di là’, il temere per la propria e altrui incolumità nell’intraprendere un certo tragitto.
Ora, regimi del terrore l’umanità ne ha passati, se pensiamo anche solo ai più recenti basta chiedere ai nostri padri e nonni, le guerre, il terrorismo ecc
Crescendo ho ascoltato dalle testimonianze dirette, ho visto da una o più scatole immagini terrificanti arrivare da lontano a colpirmi cuore ed essenza, e costringermi a interrogarmi sull’inarrestabile precipizio di una DIS-umanità. Non voglio neanche pensare che possa esserci la possibilità nel prossimo futuro di viverlo sulla pelle nostra e dei figli che magari avremo.
Perché oggi ho avvertito quell’incertezza, quel senso di inquietudine, da un momento all’altro poteva scoppiare e restarne invischiata, avrei potuto trovarmi nel mezzo di un’inaudita ferocia, e con l’accecamento non si può ragionare.
Così ho ripensato alle parole di mia nonna** pochi giorni fa, anche lei osserva i fatti del mondo, e ha paura, una paura che tramuta in occhi lucidi. Tutto corre vertiginosamente verso un punto di non ritorno, e lei spera solo che non sia una … non glielo faccio neanche dire, si capisce che intende una terza guerra mondiale, lei rastrellata a 20 anni solo perché polacca, mentre mio nonno*** prigioniero di guerra italiano. Si sono conosciuti così. In Germania. Campi di prigionia vicini.
A quel pensiero, con i loro 68 anni di vita insieme, si stringono la mano, una silente intesa. Aggiunge solo che di cammino ne ha fatto tanto, e se così dovesse essere, beh a lei resta poco così forse non vedrebbe la bruttura.
E a me scorre un brivido.
E ad oggi anche un conato. La storia è una maestra accantonata in disparte nello sgabuzzino delle scope mentre i nuovi allievi guardano a mondi dorati popolati di winx e peppa pig, o astruse diavolerie, in cui la massima aspirazione è essere concorrente di un reality per vincere una vita finta, che dia l’illusione di essere superiore agli altri, ed essere arrivati. E ‘futtitinne, tutti quantu’!
Salvo poi svegliarsi che non si è un calciatore o una velina, non si è sulle prime pagine dei tabloid, gossippati invidiati e strapieni di soldi. E la vita fa schifo, e il governo ladro. E oggi andiamo a Torino, che ci sono quelli che protestano, così con la scusa famo bordello,che tantocheccefrega, noi la roba la spacchiamo lo stesso.
E al via lo sciacallaggio; e buonanotte ai suonatori!

* O Martin Luther King, o Nelson Mandela, il cui funerale è argomento di cronaca in questi giorni, e forte la memoria delle sue battaglie.
** Ndr. La mia Baba (da babcia, nonna in polacco)
*** Giagia (da dziadzia, nonno)

Torino, 09.12.13

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Protesta ? https://moderatamente.net/protesta/ https://moderatamente.net/protesta/#respond Tue, 10 Dec 2013 13:16:14 +0000 http://www.moderatamente.net/?p=974 Avrei voluto un corpo di polizia che invece di togliere il casco avesse impedito di devastare negozi, di saccheggiarli, di picchiare persone, in una di far rispettare tanto il diritto di protesta quanto il lavoro, la proprietà privata e pubblica e, perché no, il diritto di non protestare. Obbligare, con mezzi coercitivi, gli altri a... Continua a leggere »

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Avrei voluto un corpo di polizia che invece di togliere il casco avesse impedito di devastare negozi, di saccheggiarli, di picchiare persone, in una di far rispettare tanto il diritto di protesta quanto il lavoro, la proprietà privata e pubblica e, perché no, il diritto di non protestare.
Obbligare, con mezzi coercitivi, gli altri a protestare è squadrismo e non protesta.
Ecco, con una polizia così, mi sarei sentito in uno stato di diritto che rispetta la costituzione.
Ma sarà poi spontanea questa protesta ? Non è che sia procurata ad arte ? i dubbi emergono quando vedi troppe contiguità intellettuali.
Eppure Torino è buona docente in materia di protesta: ricordate il 14 ottobre 1980 ?
Credo sia di nuovo ora di una marcia dei quarantamila, anzi quattrocentomila o meglio quattro milioni. Sì, perché non riunire la maggioranza silenziosa di questo paese e dargli voce con un lungo silenzio a braccia conserte ?

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