Comportamenti – Moderatamente https://moderatamente.net _ Sat, 01 Jul 2017 21:23:42 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.5 Lavorare ? per carità, meglio povero e vivere di elemosina. https://moderatamente.net/lavorare-carita-meglio-povero-vivere-elemosina/ https://moderatamente.net/lavorare-carita-meglio-povero-vivere-elemosina/#respond Sat, 01 Jul 2017 21:23:36 +0000 http://www.moderatamente.net/?p=1217 Lui vive di carità ed a modo suo è povero (ma solo a modo suo) così come a modo suo lavora ! Lo vedo dalla stanza del mio ufficio, ogni giorno. Lui tiene la posizione come neanche un politico incollato alla sua poltrona saprebbe fare meglio, perché nelle ore di punta, se deve assentarsi, fa... Continua a leggere »

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Lui vive di carità ed a modo suo è povero (ma solo a modo suo) così come a modo suo lavora ! Lo vedo dalla stanza del mio ufficio, ogni giorno.
Lui tiene la posizione come neanche un politico incollato alla sua poltrona saprebbe fare meglio, perché nelle ore di punta, se deve assentarsi, fa presidiare la postazione dal padre o dalla madre; la postazione è ove sta seduto sul gradino di una vetrina ad una quarta di bussola dall’ingresso di un Carrefour Express.
Vestito con abiti malandati, ma puliti, barba incolta, viso emaciato, impersona perfettamente il ruolo dello sventurato ridotto sul lastrico (sul lastrico c’è veramente).

Anche se l’accattonaggio non è più reato, Lui maschera comunque molto bene la sua attività: (i) ha sempre con se (tranne quando piove) una chitarra, che non ha mai suonato; (ii) nasconde meticolosamente sotto le gambe il boccale che usa per raccogliere le monetine; (iii) nulla chiede, saluta tutti con un sorriso e buona educazione: “buongiorno signora” o “buongiorno signore”; (iv) ringrazia sempre quando riceve l’obolo; (v) con taluni ha stabilito un rapporto di complicità perché si informa della loro salute o di quella di familiari.
Tutto è ricondotto a comportamenti apparentemente privi di errori; invece qualche errore lo fa: (a) ad esempio possiede il cellulare della Mela di ultima generazione; (b) ad esempio acquista il pranzo, non vicino al posto di lavoro, ma in una gastronomia a meno di 800 metri, che noi chiamiamo “la gioielleria”; (c) si fa cambiare le monetine nel Carrefour dove mendica.
È così che ho appreso, anche grazie al mio collega, che giornalmente cambia da 80 a 120 euro al giorno (per meno di otto ore di presenza), mentre sabato e domenica sale ad un intervallo da 100 a 150 euro al giorno, con la precisazione che la domenica li raccoglie in mezza giornata. Sviluppando il calcolo, emerge che la raccolta frutta da 2.600 ad oltre 3.600 euro al mese, esentasse.

Reddito di inclusione ? reddito di cittadinanza ? opportunità di lavoro ? Ma neanche per sogno: questa è la sua attività e nessuno lo schioda da quella postazione.
Non è cattolico, non credo conosca il vangelo ma ciò che è certo è che conosce molto bene le abitudini dei cattolici e conosce altresì il marketing: nella vicina chiesa, le postazioni erano già occupate, quindi ha scelto, tra i tre Carrefour, il più grande (cioè quello potenzialmente più frequentato) e guarda caso negli altri due le postazioni non sono occupate.

Bene, ma il punto non è questo. Ecco il punto: è giusto un atto di carità di questo tipo o è l’atteggiamento volto a placare la coscienza ed a far sentire il donante in pace con la sua coscienza ?
Non sarebbe meglio, forse, raccogliere le monetine in un salvadanaio e finalizzare il superiore gruzzolo al sostegno di quei poveri c.d. vergognosi (cioè che non chiedono, anche per dignità) come già li chiamavano nell’ottocento ?
Ma ancora, non dovrebbero essere quei principi di sussidiarietà dello Stato, che traspaiono dalla Carta, ad occuparsi di tali problemi ?
Dalle raccolte per finanziare la ricerca, a quella per sopperire a disastri naturali, alla assistenza ed al sostegno di casi indigenti, troppe cose sono affidate alla sensibile solidarietà dei privati cittadini: ma qual è la funzione dello stato ? ma questo è discorso che affronteremo un’altra volta.
marco savio

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La reazione del signor MIHAILOVICH ad una decisione arbitrale https://moderatamente.net/la-reazione-del-signor-mihailovich-ad-decisione-arbitrale/ https://moderatamente.net/la-reazione-del-signor-mihailovich-ad-decisione-arbitrale/#respond Sun, 07 May 2017 08:48:33 +0000 http://www.moderatamente.net/?p=1206 Ho visto la reazione del signor MIHAILOVICH durante la partita e l’ho visto nella querelle televisiva con Vialli e mi confermo sempre di più in due convinzioni: (a) quanto sia importante il linguaggio non verbale nella comunicazione (vale ben oltre la metà del messaggio) e (b) che ognuno è proprietario della propria educazione, ma con... Continua a leggere »

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Ho visto la reazione del signor MIHAILOVICH durante la partita e l’ho visto nella querelle televisiva con Vialli e mi confermo sempre di più in due convinzioni: (a) quanto sia importante il linguaggio non verbale nella comunicazione (vale ben oltre la metà del messaggio) e (b) che ognuno è proprietario della propria educazione, ma con un però …

Sul fatto dell’espulsione del calciatore Torinista mi pare evidente che ciò che conta è l’applicazione del Regolamento da parte del direttore di gara e non già la visione del signor MIHAILOVICH: allora andiamo a leggere il Regolamento.
La regola 12 pagina 91 de “Il Regolamento del Giuoco del Calcio” (http://www.aia-figc.it/download/regolamenti/reg_2016.pdf ) recita: “Con “vigoria sproporzionata” si intende che il calciatore eccede nell’uso della forza necessaria e mette in pericolo l’incolumità di un avversario e per questo deve essere espulso.”. Se questo è ciò che ha visto l’arbitro, non si può che accettare, non condividere forse, ma occorre accettarlo.

Ma il problema non è qui ma è nell’eccesso di reazione del signor MIHAILOVICH il quale, però, ha due attenuanti.
La prima è l’esser cresciuto in un paese in cui la cultura dominante, per oltre settant’anni, era che chi non la pensava come te era in errore: per cui normale che possa aver acquisito questo imprinting.
La seconda deriva dalla Sua natura slava che spesso conduce a delle esondazioni d’animo e di sentimento di notevole entità: qui parlo con cognizione di causa per essere figlio di madre polacca, quindi slava (ho lavorato una vita, su di me, per educare questi eccessi e ci sono riuscito).

Ora, al signor MIHAILOVICH, mi permetterei di dire due cose soltanto.
La prima è quanto mi abbia illuminato un pensiero di Ennio FLAIANO che disse: “ Una volta credevo che il contrario di una verità fosse l’errore e il contrario di un errore fosse la verità. Oggi una verità può avere per contrario un’altra verità altrettanto valida, e l’errore un altro errore.”
La seconda è che quando si ricopre un ruolo pubblico, si è visti da milioni di persone ed i comportamenti possono essere “presi a prestito” cioè imitati nel convincimento che sia la risposta adeguata a determinate situazioni.
Il signor MIHAILOVICH avrebbe reagito così, per un presunto torto subito, di fronte ad una autorità (esempio magistrato o poliziotto) o ad una persona gerarchicamente in posizione superiore (esempio un datore di lavoro) ?

Il giuoco del calcio deve rimanere un giuoco e deve divertire: i problemi nella vita sono altri.
Marco Savio

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Onestà https://moderatamente.net/onesta/ https://moderatamente.net/onesta/#respond Thu, 23 Jan 2014 08:28:29 +0000 http://www.moderatamente.net/?p=1027 L’Onestà è la pelle dell’anima: la tempri con le pietre della pazienza e dell’umiltà, la nutri con il seme dell’intelligenza, la bruci con l’acido di quel potere reso fine e non mezzo; l’onestà è la pelle dell’anima.

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L’Onestà è la pelle dell’anima:
la tempri con le pietre della pazienza e dell’umiltà,
la nutri con il seme dell’intelligenza,
la bruci con l’acido di quel potere reso fine e non mezzo;
l’onestà è la pelle dell’anima.

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Il Marciapiede https://moderatamente.net/il-marciapiede/ https://moderatamente.net/il-marciapiede/#respond Wed, 22 Jan 2014 17:32:12 +0000 http://www.moderatamente.net/?p=1000 C’è un marciapiede, quando vado in ufficio, che spesso percorro e non so se definire “toeletta per cani” o “marciapiede della fortuna” perché si sa che pestando … porta soldi. Soprattutto il giorno successivo ad una serata di pioggia, camminarvi è un vero è proprio slalom speciale. Questo increscioso stato di cose non si può... Continua a leggere »

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C’è un marciapiede, quando vado in ufficio, che spesso percorro e non so se definire “toeletta per cani” o “marciapiede della fortuna” perché si sa che pestando … porta soldi.
Soprattutto il giorno successivo ad una serata di pioggia, camminarvi è un vero è proprio slalom speciale.
Questo increscioso stato di cose non si può certo addebitarlo ai cani !
Le regole di comportamento ci sono, ma sappiamo che quando la loro applicazione è affidata alla compliance, in Italia si ottiene poco.
Non si possono istituire campi di riabilitazione per padroni maleducati, pertanto, atteso che non si può continuare a subire questa situazione, non vedo altra soluzione che imporre un adeguato contributo a tutti i possessori di cani a copertura dei maggiori costi di pulizia.
Ahimé, però, ancora una volta pagano tutti – quindi anche gli innocenti – per colpa di pochi scriteriati.

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Il senso delle cose https://moderatamente.net/il-senso-delle-cose/ https://moderatamente.net/il-senso-delle-cose/#respond Tue, 10 Dec 2013 15:56:40 +0000 http://www.moderatamente.net/?p=982 A Torino sono sbarcati gli incivili. Una città che nel 2006 ha visto accorrere gente di tutte le razze, con passioni diverse, persone che pur nell’antagonismo hanno mostrato accoglienza e fratellanza tanto da creare un’atmosfera magica. Oggi, nel 2013, percorrere la città fa un effetto diverso. Alcuni viali, altre strade, sono insolitamente sornioni; “Come la... Continua a leggere »

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A Torino sono sbarcati gli incivili.
Una città che nel 2006 ha visto accorrere gente di tutte le razze, con passioni diverse, persone che pur nell’antagonismo hanno mostrato accoglienza e fratellanza tanto da creare un’atmosfera magica.
Oggi, nel 2013, percorrere la città fa un effetto diverso.
Alcuni viali, altre strade, sono insolitamente sornioni; “Come la domenica mattina”, dice qualcuno.
Una domenica non di dicembre, evidentemente.
Direi inquietante, si percepisce un tagliente senso di tensione, quasi la quiete prima della tempesta. Qualcosa sta per succedere..
E quel qualcosa sta già succedendo, dietro l’angolo. Punti strategici presi di mira per LO SCIOPERO
Non fraintendiamo, scioperare è un diritto, ed è un mezzo per fare sentire la propria voce. Una protesta per far smuovere le cose che non vanno, o vanno sempre peggio creando situazioni insostenibili.
Ma vorrei operare una distinzione tra sciopero e barbarie.
Uno degli uomini più conosciuti nella storia che ha protestato e scioperato per i diritti degli esseri umani è Gandhi*. E come lui tante altre formichine, di cui la massa non viene a conoscenza: ogni giorno ognuno mette del suo per lottare contro ingiustizie, migliorare condizioni proprie e dei popoli.
Dal lato opposto abbiamo individui che si spostano per il mondo e si mescolano ai veri scioperanti solo per proprio gusto personale di arrecar danno. Il maggiore possibile.
Perché altre ragioni non ne vedo.
Forse sono io, ma proprio non capisco. Non capisco il senso di spaccare macchine, vetrine, qualunque cosa passi a tiro, ferire persone.
Non capisco a cosa serva, illuminatemi!
Perché quello che vedo è che quelle macchine, quelle vetrine appartengono a gente che lavora,che suda e patisce come tutti. Che si dibatte e barcamena in questo meccanismo chiamato società odierna, per trovare il proprio posto nel mondo, per farsi una vita, per mantenere una famiglia. E spesso ha abbandonato i suoi sogni più grandi per farlo.
Sono le persone per cui si cerca di far valere diritti, gli stessi per cui si protesta. E allora perché infligger più danno ancora? Se togli il poco, cosa resta?
Danneggiare i beni privati, e quelli comuni , e con comuni intendo beni di cui tutti hanno beneficio, è come darsi la zappa sui piedi. E la città io la considero un bene comune, perché è il luogo, il contesto in cui viviamo, a volte per scelta a volte perché la vita ci ha portato lì. Non so a voi, ma a me piace poter vivere quotidianamente in un posto che sia accogliente, che mi faccia sentire bene,che mi possa regalare un sorriso e dare l’energia per inseguire i miei sogni e la forza per sopportare anche le magagne.
Qual è dunque il senso di abbruttire ciò che ci circonda e serve alle vite di tutti? Senza parlare di violenza puramente gratuita, fatta di aggressioni ed estorsioni a chi soltanto passava.
Così domando a chi si sente un genio, un supereroe, a danneggiare ‘in nome della protesta’ (a questo punto la mente si perde negli echi di crociate, guerre di religione ecc in cui il mantra ‘in nome della causa’ era solo una scusa di razzia e predominio) domando, dicevo, perché ‘per protesta’ non vai a fracassare la tua di macchina, il tuo negozio, le tue proprietà.. perché forse acquisterebbe più senso.
Quest’anno è stato teatro di focolai, repressioni, insurrezioni in varie parti del globo. E’ bene che anche la nostra bistrattata Italia si alzi a reagire. Ma c’è modo e modo. Che si studi assieme una strategia, che si coinvolgano le persone a collaborare, a pensare a un obiettivo comune verso cui marciare!
Ma qualsiasi siano le proposte, che non comprendano il nuocere.
Oggi mi sono sentita limitata, nel senso che hanno posto dei limiti a ciò che avrei dovuto e voluto fare, qualità del tempo buttata, impegni che si assommeranno ad altri causando disguidi e varie. Così non solo per me. Ma il vero limite che ho sentito, la fitta che mi ha più fatto paura non è il fatto che una zona piuttosto che un’altra fosse bloccata, ma le reazioni di odio e delle persone, avvisaglie e vocii di cosa stava succedendo ‘giù di là’, il temere per la propria e altrui incolumità nell’intraprendere un certo tragitto.
Ora, regimi del terrore l’umanità ne ha passati, se pensiamo anche solo ai più recenti basta chiedere ai nostri padri e nonni, le guerre, il terrorismo ecc
Crescendo ho ascoltato dalle testimonianze dirette, ho visto da una o più scatole immagini terrificanti arrivare da lontano a colpirmi cuore ed essenza, e costringermi a interrogarmi sull’inarrestabile precipizio di una DIS-umanità. Non voglio neanche pensare che possa esserci la possibilità nel prossimo futuro di viverlo sulla pelle nostra e dei figli che magari avremo.
Perché oggi ho avvertito quell’incertezza, quel senso di inquietudine, da un momento all’altro poteva scoppiare e restarne invischiata, avrei potuto trovarmi nel mezzo di un’inaudita ferocia, e con l’accecamento non si può ragionare.
Così ho ripensato alle parole di mia nonna** pochi giorni fa, anche lei osserva i fatti del mondo, e ha paura, una paura che tramuta in occhi lucidi. Tutto corre vertiginosamente verso un punto di non ritorno, e lei spera solo che non sia una … non glielo faccio neanche dire, si capisce che intende una terza guerra mondiale, lei rastrellata a 20 anni solo perché polacca, mentre mio nonno*** prigioniero di guerra italiano. Si sono conosciuti così. In Germania. Campi di prigionia vicini.
A quel pensiero, con i loro 68 anni di vita insieme, si stringono la mano, una silente intesa. Aggiunge solo che di cammino ne ha fatto tanto, e se così dovesse essere, beh a lei resta poco così forse non vedrebbe la bruttura.
E a me scorre un brivido.
E ad oggi anche un conato. La storia è una maestra accantonata in disparte nello sgabuzzino delle scope mentre i nuovi allievi guardano a mondi dorati popolati di winx e peppa pig, o astruse diavolerie, in cui la massima aspirazione è essere concorrente di un reality per vincere una vita finta, che dia l’illusione di essere superiore agli altri, ed essere arrivati. E ‘futtitinne, tutti quantu’!
Salvo poi svegliarsi che non si è un calciatore o una velina, non si è sulle prime pagine dei tabloid, gossippati invidiati e strapieni di soldi. E la vita fa schifo, e il governo ladro. E oggi andiamo a Torino, che ci sono quelli che protestano, così con la scusa famo bordello,che tantocheccefrega, noi la roba la spacchiamo lo stesso.
E al via lo sciacallaggio; e buonanotte ai suonatori!

* O Martin Luther King, o Nelson Mandela, il cui funerale è argomento di cronaca in questi giorni, e forte la memoria delle sue battaglie.
** Ndr. La mia Baba (da babcia, nonna in polacco)
*** Giagia (da dziadzia, nonno)

Torino, 09.12.13

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